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Come scegliere una borsa: forma misura e uso

Secchiello, bauletto, shopper o camera bag contengono cose diverse a parità di centimetri. Come si porta una borsa, quanto ci sta davvero dentro, e i dettagli che si notano solo dopo un mese d’uso.
come scegliere una borsa: portamento

In questo articolo

Una borsa si sceglie quasi sempre guardando il modello. Poi si usa per anni in base ad altro: quanto ci sta dentro, come si porta, e quanti secondi servono per tirarne fuori le chiavi sotto la pioggia. Sono cose che in vetrina non si vedono e che dopo un mese decidono se quella borsa resta in rotazione o finisce nell’armadio.

Questa guida mette in fila le tre domande nell’ordine in cui conviene farsele. Non copre i materiali: quelli hanno una guida a parte, ed è meglio leggerla dopo aver capito che forma serve.

Tre modi di portare una borsa in pelle: a mano, a spalla e crossbody
Lo stesso modello cambia funzione a seconda di come si porta.

Come si porta: a mano, a spalla o crossbody

È la variabile che incide di più sulla giornata, e quasi nessuno la considera per prima.

A mano

Occupa una mano e obbliga a posarla ogni volta che serve fare qualcosa. In cambio mantiene la forma, perché non viene schiacciata contro il fianco, e resta la scelta giusta quando i tragitti sono brevi e si sta seduti a lungo: una cena, un ufficio dove si arriva in auto, una cerimonia. Le borse pensate per la mano hanno spesso una struttura più definita.

A spalla

Il manico deve passare sopra la spalla e sotto l’ascella, e qui c’è un dettaglio stagionale che si scopre a novembre: con il cappotto servono due o tre centimetri in più di quanti ne bastavano a settembre. Le borse con manico allungabile risolvono il problema alla radice, ed è il caso della linea Sveva di Orciani, dove il manico si regola e la tracolla si può togliere del tutto.

Crossbody

Mani libere, peso distribuito fra spalla e schiena, borsa che resta davanti e si controlla con un’occhiata. È la configurazione per chi cammina, prende i mezzi, entra e esce dai negozi. Quello che fa la differenza non è la lunghezza della tracolla, che è quasi sempre regolabile, ma la sua larghezza: una tracolla larga distribuisce il peso, una fettuccia sottile su una borsa piena taglia la spalla dopo mezz’ora.

Molti modelli fanno tutte e tre le cose. La Sveva Soft Midi si porta a mano dal manico corto, a spalla allungandolo, oppure crossbody con la tracolla agganciata. Se non si ha ancora chiaro come si userà, una borsa così toglie il problema.

La misura giusta della borsa dipende da ciò che porti

Il metodo più affidabile costa cinque minuti: svuotare la borsa che si usa adesso sul tavolo e guardare cosa c’è. Quasi sempre emergono due o tre oggetti ingombranti che nessuno considererebbe stando in negozio, tipo un ombrello pieghevole o una borraccia.

Poi servono dei riferimenti fissi. Un foglio A4 misura 21 per 29,7 centimetri, e questo decide da solo se una borsa può andare in ufficio. Un portatile da 13 pollici sta intorno ai 30 per 21. Una borraccia da mezzo litro è alta fra i 22 e i 25 centimetri, e in una borsa da 20 di altezza non entra in verticale.

Sulle nostre borse donna le misure sono indicate in scheda. Due esempi che servono da metro, perché stanno agli estremi della stessa famiglia: la Sveva Soft Mini misura 20 per 15 per 8 centimetri, e ci stanno telefono, chiavi, un portacarte e poco altro. La Sveva Soft Midi misura 32 per 24 per 15, quindi un A4 ci entra appoggiato per il lato lungo. In mezzo c’è la Piccola, che è la misura passe-partout.

Vale la pena diffidare dell’idea che una borsa grande risolva tutto. Una borsa capiente porta più cose, ma pesa di più a vuoto, si disordina prima e tende a riempirsi comunque fino all’orlo. La misura giusta è quella che contiene il carico di una giornata normale con un po’ di margine, non il doppio.

Una precisazione onesta sul portatile: nella Midi un 13 pollici entra a filo, ma è una borsa morbida e senza imbottitura. Per portare un computer tutti i giorni servono uno scomparto rigido e una schiena imbottita, cioè un altro tipo di prodotto.

La forma decide cosa ci sta davvero

A parità di centimetri, due borse contengono cose diverse. Dipende da come si apre e da quanto la struttura interna spreca spazio.

Borsa a secchiello

Apertura ampia dall’alto, si vede tutto il fondo in un colpo d’occhio, e la forma svasata guadagna volume verso il basso. In compenso non ha divisori, quindi le cose piccole finiscono sotto. È una forma utile quando serve un’apertura ampia e immediata.

Borsa a bauletto

Struttura rigida, sta in piedi da solo, protegge quello che c’è dentro anche quando si appoggia per terra. Occupa più spazio di quanto ne offra, perché la forma non si adatta al contenuto. Il Bauletto Britney di Campomaggi è costruito così.

Shopper e tote bag

La capienza massima per centimetro, apertura totale, nessuna protezione. Va bene per chi porta molte cose e le tira fuori spesso, meno per chi vuole che il contenuto resti al suo posto. La Bella Mini Tote di Cuoieria Fiorentina è un esempio compatto di questa costruzione.

Camera bag

Rettangolare, piatta, pensata per stare crossbody senza fare volume sul fianco. Contiene poco ma lo contiene bene, e sotto una giacca non si nota. È una forma utile quando si cerca una borsa compatta e poco ingombrante.

Baguette e clutch

La baguette è stretta e lunga, si porta sotto il braccio e sta bene addosso. La clutch non ha manici: libera la silhouette e occupa una mano per tutta la sera. Entrambe sono forme da occasione, non da giornata.

Partire da come si esce di casa

Messe insieme le tre variabili, la scelta si semplifica parecchio se si parte dalla giornata tipo invece che dal modello.

Come si esce Cosa serve portare Forma che funziona Come portarla
Ufficio, cinque giorni su sette Documenti in formato A4, agenda, pranzo Shopper o borsa strutturata sopra i 30 cm di larghezza A spalla, con manico che passi sopra il cappotto
Giornata in giro, mezzi e commissioni Portafoglio, telefono, ombrello, borraccia Secchiello o camera bag di misura media Crossbody, con tracolla larga
Sera Telefono, portacarte, chiavi Mini bag, baguette o clutch A mano o crossbody corta
Weekend breve Tutto il necessario più un cambio Tote capiente o borsone A spalla, meglio se sta in piedi da sola

Contenuto di una borsa disposto accanto a un foglio A4 per confronto di misura
Il confronto con un A4 è il modo più rapido per capire se una borsa serve anche in ufficio.

I dettagli che si notano solo dopo un mese

  1. La larghezza della tracolla. Su una borsa che si porta piena, una fettuccia sottile concentra tutto il peso su un punto della spalla, mentre una tracolla larga lo distribuisce. È il primo motivo per cui una borsa smette di piacere senza che si capisca perché.
  2. Il tipo di apertura. La zip protegge ma va aperta e chiusa ogni volta. La patta magnetica è rapida e lascia la borsa socchiusa. Alcuni modelli, come la Sveva, hanno un’apertura a scomparsa che permette di infilare la mano senza sollevare la patta: sembra un dettaglio e cambia venti gesti al giorno.
  3. Una tasca interna con zip. Serve per le chiavi e per le carte, cioè per le due cose che si cercano di fretta. Nella Sveva Soft quella tasca si può personalizzare con un massimo di tre iniziali.
  4. Il colore della fodera. Una fodera scura fa sparire tutto quello che è piccolo e nero. Una chiara si sporca, ma dentro si vede.
  5. Il peso a vuoto. Una borsa in cuoio di vacchetta pesa già prima di metterci qualcosa. Chi la porta otto ore lo sente, chi la usa per due sere al mese no.
  6. I piedini sul fondo. Chi appoggia la borsa a terra li apprezza dopo il primo inverno, quando il fondo è ancora presentabile.

Il consiglio della boutique

Se venite in negozio a provarla, portate quello che ci mettete dentro di solito. Una borsa provata vuota dà un’informazione sbagliata: cambia forma, cambia come cade sulla spalla, e cambia il giudizio. Se la prova la fate d’estate per una borsa che userete d’inverno, mettetevi addosso qualcosa di più pesante o tenete conto dello spessore del cappotto sul manico.

Per chi ordina online e preferisce decidere con calma, si può chiederci le misure su WhatsApp prima di comprare, oppure prenotare il ritiro in boutique e provarla al banco.

Sivieri Prestige

Da qui in avanti

Stabilite forma e misura, resta il materiale, che decide come quella borsa invecchierà. Ne abbiamo scritto in guida ai materiali delle borse artigianali.

Per vedere i modelli divisi proprio per come si portano, le tre famiglie sono borse a mano, borse a spalla e borse a tracolla. Se preferite guardarle tutte insieme, sono nella sezione borse donna.

Meglio una borsa piccola o una grande?

Dipende da quante ore si sta fuori, più che dallo stile. Chi rientra a casa a metà giornata sta bene con una misura contenuta; chi esce la mattina e torna la sera finisce per riempire qualunque cosa abbia con sé. Una regola che funziona: se la borsa attuale è sempre piena fino all’orlo, la prossima va presa una misura sopra, non uguale.

Che differenza c’è fra Sveva Soft Mini, Piccola e Midi?

La capienza. La Mini misura 20 per 15 per 8 centimetri ed è pensata per la sera o per portare l’indispensabile. La Piccola è la misura di tutti i giorni. La Midi, 32 per 24 per 15, è la più spaziosa e regge una giornata piena. Tutte e tre condividono la stessa pelle martellata e l’apertura a scomparsa.

Un foglio A4 ci sta?

Un A4 misura 21 per 29,7 centimetri, quindi serve una borsa larga almeno una trentina di centimetri per appoggiarlo per il lato lungo, oppure alta almeno altrettanto per infilarlo in verticale. Sotto quella soglia il foglio si piega, che per un documento di lavoro è un problema. La Sveva Soft Midi, con i suoi 32 centimetri di larghezza, rientra.

Zip o patta magnetica?

La zip è più sicura sui mezzi affollati e tiene tutto dentro se la borsa si rovescia. La patta magnetica è molto più rapida e non si inceppa mai. Chi si muove molto a piedi in città tende a preferire la zip; chi passa la giornata fra ufficio e auto trova la patta più comoda. Sulle borse con apertura a scomparsa la differenza si sente meno, perché si accede all’interno senza aprire la chiusura principale.

Sivieri Prestige

Boutique multimarca a Roma dal 1997. Scriviamo di quello che teniamo in negozio, e di quello che chiediamo ai marchi prima di sceglierli.

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Per la legge cuoio e pelle sono la stessa cosa. Nell’uso comune no, e la differenza si sente in mano prima che sul cartellino: spessore, peso, come invecchia. E «color cuoio» è un’altra cosa ancora.

Recensioni

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angela natale
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Negozio ben fornito, owner molto gentile, non pushing, e che ti dà ottimi suggerimenti. Scoperto per caso per necessita di comprare un regalo mentre ero all' Ospedale Gemelli (giusto all angolo, puoi arrivarci a piedi). Anzi lo raccomando: andando con auto, per ritornare al Gemelli è stato poi un mezzo dramma, una serie di sensi unici che ti fanno girare mezza citta! Oggetti molto chic, una buona selezione da cui attingere. E.. rivenditore autorizzato di Montblanc. Ci tornerò!
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Luana Lattanzi
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Ho avuto il piacere di fare un acquisto in questo meraviglioso negozio Sanno veramente come trattare i clienti con dedizione e cortesia Bravissimi
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Luca Coraci
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Emanuele Maggetti
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Ottimi prodotti.. Ottimo servizio. Gentili, cortesi e veloci.. Consigliatissimo!
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Talarico Elisabetta
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Negozio dove mi servo oramai da tanti anni.Articoli sempre nuovi e soprattutto molto belli.I proprietari sono persone gentilissime e molto competenti, soprattutto ti accolgono con il sorriso.Una garanzia di professionalità dove trovare tante idee belle per effettuare regali e per concedersi una coccola.👍👍👍👍
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Mr Rodriguez
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Ottimi articoli di qualità !